
Ministro dello Sport iraniano minaccia il ritiro dal Mondiale per slogan politici
Il Ministro dello Sport iraniano, Ahmad Dunyamali, ha avvertito della possibilità di un ritiro della nazionale iraniana dalle prossime partite della Coppa del Mondo, in programma negli Stati Uniti, Messico e Canada. Queste minacce arrivano nel caso in cui gli stadi dovessero essere teatro di proteste politiche contro i leader iraniani o se i tifosi dovessero innalzare l'antica bandiera persiana, che include gli emblemi del leone e del sole, al posto della bandiera ufficiale del paese.
Dunyamali ha rivelato che la Federazione Internazionale di Calcio (FIFA) è stata ufficialmente informata di questa posizione, sottolineando che la delegazione iraniana non tollererà alcun slogan di opposizione all'interno delle strutture sportive. Il funzionario iraniano ha dichiarato: "Abbiamo informato la FIFA che i responsabili della squadra abbandoneranno la partita non appena sentiremo slogan politici negli stadi", confermando che questa misura include anche i casi in cui dovesse apparire l'antica bandiera, utilizzata dai gruppi dell'opposizione monarchica come simbolo contro l'attuale regime islamico in Iran.
Il Ministro ha ribadito nelle sue dichiarazioni che "la squadra lascerà il campo anche in tali circostanze", riferendosi alla necessità di tenere le competizioni sportive lontane dalle tensioni politiche esistenti. Va notato che il calendario delle partite della nazionale iraniana prevede due delle tre sfide della fase a gironi nella città di Los Angeles, negli Stati Uniti, il che aumenta le preoccupazioni delle autorità riguardo a possibili raduni dell'opposizione sugli spalti.
In questo contesto, il campo di allenamento della nazionale è stato spostato dallo stato dell'Arizona alla città messicana di Tijuana, per evitare una permanenza prolungata sul territorio americano. Le ombre del conflitto militare e delle tensioni diplomatiche tra Iran e Stati Uniti incombono sulla partecipazione della squadra a questa edizione del torneo mondiale, tanto che alla delegazione sarà permesso di recarsi nel paese ospitante solo il giorno stesso delle partite.