
Assenza dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) dagli stadi della Coppa del Mondo 2026
Rodney Barreto, co-presidente del Comitato Organizzatore della Coppa del Mondo 2026, ha confermato che l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti non sarà presente negli stadi durante le prossime competizioni. In dichiarazioni rilasciate giovedì al quotidiano "The Athletic", Barreto ha spiegato che questa decisione mira a garantire un'esperienza positiva a tutti i partecipanti e ai tifosi, lontana da qualsiasi operazione di controllo di massa, sottolineando che il Mondiale non è una piattaforma per tali misure.
Barreto ha inoltre indicato di aver ricevuto rassicurazioni dal Segretario di Stato americano Marco Rubio riguardo all'assenza del personale dell'Immigrazione e Dogane dalle competizioni. Rubio, ha aggiunto Barreto, supervisionerà l'accelerazione dell'elaborazione dei passaporti e faciliterà l'arrivo organizzato dei visitatori. Rodney Barreto ha dichiarato: "L'Immigrazione e Dogane non sarà presente nello stadio; non si tratta di un'operazione di sorveglianza intensiva, e questo non è il nostro obiettivo. Sarà invece un'esperienza fantastica per tutti". Ha poi precisato che Rubio "lavorerà per elaborare rapidamente i passaporti per garantire che le persone arrivino senza ostacoli, organizzando le operazioni per evitare ritardi".
Queste disposizioni giungono in un contesto di crescenti critiche nei confronti dell'Immigrazione e Dogane statunitense, a seguito di numerosi incidenti negli ultimi mesi. Il Comitato Organizzatore mira a evitare il caos verificatosi in Florida durante la finale della Copa América 2024, quando i tifosi hanno forzato i cancelli dello stadio. Nel frattempo, il Presidente Donald Trump ha stanziato risorse finanziarie per risarcire le città ospitanti del torneo, inclusa Miami, per i costi della protezione della polizia, al fine di garantire la sicurezza dei tifosi e facilitare i loro spostamenti.