
Infantino conferma la partecipazione dell'Iran ai Mondiali nonostante le tensioni con gli Stati Uniti
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha confermato mercoledì che l'Iran parteciperà sicuramente alla prossima edizione della Coppa del Mondo, nonostante le continue tensioni militari con gli Stati Uniti. L'annuncio è stato fatto durante il suo intervento al Forum sugli Investimenti in America, organizzato da CNBC, dove ha cercato di dissipare i dubbi emersi a seguito dei recenti attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti e da Israele nel Paese.
Infantino ha sottolineato che la nazionale iraniana si è qualificata e che i giocatori hanno un chiaro desiderio di competere, chiedendo che lo sport rimanga al di fuori delle attuali dinamiche politiche. Parlando della separazione tra sport e politica, Infantino ha dichiarato: "Lo sport deve essere fuori dalla politica ora", e ha risolto ogni dubbio sull'arrivo della squadra affermando: "La nazionale iraniana arriverà sicuramente", in un chiaro riferimento all'impegno della Federazione per la partecipazione di tutte le squadre qualificate.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento in cui l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva consigliato alla parte iraniana di non partecipare per motivi di sicurezza. Tuttavia, la Federazione Internazionale ha ribadito il suo impegno a garantire la presenza di tutte le squadre negli stadi designati. L'Iran dovrebbe giocare due partite della fase a gironi a Inglewood, California, mentre la terza partita si svolgerà a Seattle, nell'ambito del torneo organizzato dagli Stati Uniti in collaborazione con Canada e Messico.
Nello stesso contesto, il presidente della Federazione aveva incontrato la nazionale iraniana ad Antalya, in Turchia, due settimane prima per seguire i preparativi della squadra, rafforzando così le garanzie internazionali sulla loro presenza negli stadi americani. Queste mosse riflettono il desiderio della FIFA di mantenere l'inclusività della competizione sportiva globale e di superare le sfide geopolitiche imposte dai conflitti esistenti, garantendo la stabilità del calendario delle partite del più importante evento calcistico.