
La FIFA chiarisce la sua posizione sulle voci di sostituzione dell'Iran con l'Italia ai Mondiali 2026
Secondo quanto riportato da alcuni media, si sono intensificate le speculazioni tra i tifosi riguardo a un possibile ritorno della Nazionale italiana ai Mondiali del 2026, qualora l'Iran dovesse ritirarsi dal torneo.
Questa discussione nasce dopo l'eliminazione degli Azzurri dalle qualificazioni per la Coppa del Mondo, che sarà ospitata da Canada, Messico e Stati Uniti tra l'11 giugno e il 19 luglio 2026. Tuttavia, la FIFA e il suo presidente Gianni Infantino non prevedono alcun ritiro iraniano al momento e confermano la partecipazione della squadra asiatica all'evento globale.
La Nazionale italiana è stata eliminata dai playoff europei dopo aver perso contro la Bosnia ed Erzegovina nella finale ai calci di rigore per 4-1, dopo un pareggio per 1-1. Questo ha acceso le speranze di alcuni tifosi in uno scenario alternativo che avrebbe potuto garantire all'Italia un posto aggiuntivo.
Tali speranze si basano sull'ipotesi di un'esclusione o di un ritiro della Nazionale iraniana. Tuttavia, le regole del torneo conferiscono all'organo internazionale ampia autorità nel determinare la squadra sostitutiva, in conformità con i regolamenti che disciplinano le competizioni internazionali.
La FIFA ha chiarito il proprio regolamento per la Coppa del Mondo 2026, in particolare nell'articolo 6, paragrafo 7 del regolamento organizzativo, affermando: "Se un'associazione membro partecipante si ritira o viene esclusa dalla competizione, la FIFA deciderà sulla questione a sua assoluta discrezione e adotterà le misure che riterrà necessarie, potendo anche sostituire l'associazione membro in questione con un'altra associazione."
Questo articolo riflette la piena discrezionalità dell'organizzazione internazionale nel gestire i casi di ritiro improvviso, senza obbligarla a criteri di classifica specifici che garantirebbero il ritorno delle squadre maggiori.
La politica della FIFA, in tali circostanze, tende a preservare le quote delle confederazioni continentali per garantire l'equilibrio geografico, rendendo quindi improbabile la sostituzione di una squadra asiatica con una europea, secondo la prassi sportiva attuale.