
Al-Hilal sudanese contesta l'iter del caso Nahdat Berkane su El Moussaoui e solleva sospetti di conflitto di interessi prima dell'udienza CAF
Il club sudanese Al-Hilal ha rilasciato un comunicato ufficiale, rivelando nuovi sviluppi riguardanti il suo caso contro il Nahdat Berkane, relativo a Hamza El Moussaoui, attualmente pendente dinanzi alla Commissione Disciplinare della Confederazione Africana di Calcio (CAF).
Nel suo comunicato ufficiale, il club ha dichiarato: "Oggi il club Al-Hilal ha ricevuto la risposta inviata dal Nahdat Berkane alla Commissione Disciplinare della CAF, la quale conteneva informazioni relative alla revoca della sospensione provvisoria del 14 marzo 2026. Tale revoca è avvenuta su richiesta presentata dal club marocchino tramite una comunicazione elettronica inviata a tarda ora nella stessa notte in cui era stata imposta la sospensione".
Ha aggiunto: "Questa richiesta è stata approvata dalla CAF in soli tre giorni, senza fornire alcuna giustificazione, senza tenere un'udienza e senza soddisfare le condizioni previste dagli articoli 35 e 36 del Regolamento Antidoping FIFA 2021. Inoltre, nessuna parte interessata al caso è stata notificata o consultata".
Il club ha proseguito: "L'Al-Hilal ritiene che la revoca della sospensione provvisoria in un breve lasso di tempo, in un caso che riguarda una violazione confermata e senza un'udienza, costituisca un precedente preoccupante che mina i principi di giustizia sportiva e l'integrità nell'applicazione delle leggi antidoping nel calcio africano".
Ha inoltre osservato: "Il club rileva che le recenti comunicazioni della CAF non contenevano alcun riferimento all'intenzione della persona interessata di revocare la sospensione, il che costituisce la base dell'attuale ricorso. L'Al-Hilal conferma che, in caso di mancato ritiro della persona in questione, chiederà formalmente di sollevare la questione del conflitto di interessi prima dell'inizio dell'udienza".
Il comunicato si è concluso affermando: "In caso di mancata risposta, il club solleverà ufficialmente questo dato durante l'udienza fissata per il 9 aprile 2026, ribadendo il suo pieno impegno a difendere i propri diritti e a salvaguardare l'integrità della competizione nel calcio africano".