
L'HACA sanziona una radio privata e sospende un programma per offese a un giocatore della nazionale marocchina
Una radio privata ha iniziato, lunedì 30 marzo 2026, a trasmettere un comunicato dell'Alta Autorità per la Comunicazione Audiovisiva (HACA), che chiarisce le motivazioni della decisione sanzionatoria presa nei suoi confronti. La sanzione è giunta a seguito del rilevamento dell'uso di un'espressione denigratoria e offensiva da parte di uno dei suoi conduttori nei confronti di un giocatore della nazionale di calcio, durante il commento della finale della Coppa d'Africa delle Nazioni.
Il Consiglio Superiore per la Comunicazione Audiovisiva, in quanto organo deliberativo dell'Autorità, ha deciso di inviare un avvertimento alla radio, con la sospensione di uno dei suoi programmi per una settimana. Inoltre, è stata obbligata a trasmettere un comunicato esplicativo della sanzione sulle sue frequenze, al fine di riaffermare la responsabilità editoriale del concessionario per tutti i contenuti offerti, soprattutto alla luce del ripetersi di infrazioni simili.
Un comunicato del Consiglio ha chiarito che l'espressione in questione ha superato i limiti della legittima critica sportiva ed è stata considerata offensiva per la dignità del giocatore interessato. Essa costituisce inoltre una violazione del dovere di controllo della trasmissione, che impone ai conduttori di adottare un linguaggio mediatico equilibrato e responsabile in ogni circostanza.
La stessa fonte ha sottolineato che i media sportivi hanno una grande responsabilità sociale, considerando il loro ampio impatto sul pubblico, il che richiede di contribuire alla diffusione di un discorso professionale che rispetti l'etica della professione e promuova i valori dello spirito sportivo e della tolleranza.
Il Consiglio ha anche avvertito che lo scivolamento verso la violenza verbale nel trattare gli eventi sportivi può riflettersi negativamente sugli ambienti sportivi e contribuire a consolidare comportamenti malsani all'interno della società, il che è contrario ai ruoli educativi e culturali attesi dai media.
Il Consiglio ha rilevato che questa violazione rientra in una serie di osservazioni precedenti, il che richiede il rafforzamento dei meccanismi di controllo interno e della responsabilità editoriale all'interno dell'istituzione interessata.
L'Autorità ha concluso il suo comunicato sottolineando che questa decisione rientra nelle sue funzioni volte a garantire il diritto del pubblico a un contenuto mediatico responsabile, che contribuisca a migliorare la qualità del dibattito pubblico.