
La Corte d'Appello rinvia al 30 marzo il caso del tifoso algerino e dei 18 senegalesi; la difesa chiede la libertà provvisoria
La Corte d'Appello di Rabat ha deciso di rinviare al prossimo 30 marzo l'esame del fascicolo relativo al tifoso algerino e ai 18 tifosi senegalesi, accusati di aver provocato disordini e commesso atti di violenza durante la finale della Coppa d'Africa.
La difesa degli imputati, condannati in primo grado per gli incidenti verificatisi durante la finale della Coppa d'Africa in Marocco, aveva presentato una richiesta all'organo giudiziario della Corte d'Appello di Rabat per ottenere la "libertà provvisoria".
In precedenza, il Tribunale di primo grado di Rabat aveva condannato 4 tifosi a 4 mesi di reclusione effettiva e una multa di 1200 dirham. Altri 6 tifosi erano stati condannati a 6 mesi di reclusione effettiva e una multa di 2000 dirham, mentre 9 persone avevano ricevuto una condanna a 12 mesi di reclusione effettiva e una multa di 5000 dirham.
Gli imputati sono stati perseguiti per aver causato disordini durante la finale della Coppa d'Africa tra Marocco e Senegal, svoltasi allo Stadio Principe Moulay Abdellah di Rabat. Le accuse includono anche atti di violenza contro il personale di sicurezza e i volontari, oltre all'invasione del campo da gioco e al danneggiamento delle attrezzature sportive.
Si ricorda che la difesa dei tifosi senegalesi aveva precedentemente optato per non appellarsi alla sentenza di primo grado. Al contrario, il tifoso francese di origini algerine, insieme alla Procura e alle parti civili, ha scelto di impugnare la sentenza in appello.