Le pagine ufficiali dei club e la diffusione dell'odio sportivo: lecito sui social, proibito negli stadi! - Elbotola
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Le pagine ufficiali dei club e la diffusione dell'odio sportivo: lecito sui social, proibito negli stadi!

Le pagine ufficiali dei club e la diffusione dell'odio sportivo: lecito sui social, proibito negli stadi!

R. E (Elbotola)
09 maggio 2026alle16:19

Il "demone dello scontro" continua a dilagare tra i marocchini a causa dei "dirigenti". Negli ultimi anni, le pagine ufficiali di alcuni club si sono trasformate da piattaforme di comunicazione con i tifosi e di diffusione di notizie, in spazi aperti per i cosiddetti "clash", ovvero post basati su sarcasmo, provocazione e denigrazione dell'avversario, con uno stile che alimenta la tensione e semina l'odio tra le tifoserie. La recente cancellazione di alcuni post dalle pagine ufficiali di Wydad Athletic e Raja Athletic riapre il dibattito sulla vera responsabilità della situazione attuale nel panorama sportivo marocchino.

Questi comportamenti sono estranei alla tradizione sportiva marocchina, che per anni si è basata sulla competizione in campo e sul rispetto fuori, indipendentemente dall'intensità della rivalità tra club e tifosi. Tuttavia, ciò che sta accadendo oggi riflette un pericoloso cambiamento, al quale hanno contribuito alcuni dirigenti e responsabili delle pagine ufficiali, quando il "trend" e il numero di interazioni sono diventati più importanti della salvaguardia dell'immagine e dei valori del club.

La cosa più grave è che le stesse entità che invocano la lotta contro la violenza e l'odio, a volte si impegnano, direttamente o indirettamente, ad alimentarli attraverso i social media. Come si può chiedere ai tifosi di mostrare spirito sportivo, quando vengono pubblicati post ufficiali che contengono messaggi provocatori o allusioni che colpiscono l'altra parte? E come si può parlare di combattere il fanatismo, mentre alcune pagine ufficiali gli aprono la porta e gli conferiscono legittimità?

La lotta contro la violenza non deve limitarsi solo a sanzionare i tifosi, a vietare le trasferte o a imporre multe, ma dovrebbe includere anche chiunque contribuisca a diffondere discorsi d'odio, indipendentemente dalla sua posizione o dal suo ruolo. Il dirigente che pubblica o permette la pubblicazione di contenuti che provocano i tifosi di un altro club non è molto diverso dal tifoso che trasforma le tribune in uno spazio di insulti, imprecazioni e violenza.

Il calcio dovrebbe essere uno sfogo per la competizione sportiva, non un'arena per saldare rancori, diffondere veleno, divisione e discriminazione tra i tifosi. Ciò che viene pubblicato attraverso le pagine ufficiali è più pericoloso di qualsiasi post ordinario, perché viene emesso a nome di un'istituzione sportiva che dovrebbe essere un esempio di linguaggio e comportamento. Pertanto, un pugno di ferro dovrebbe colpire chiunque danneggi l'immagine del calcio marocchino, sia esso un tifoso sugli spalti o un dirigente dietro lo schermo di un telefono che gestisce una pagina ufficiale a nome di un grande club.

Perché le pagine ufficiali dei club marocchini sono accusate di diffondere odio?

Le pagine ufficiali di club marocchini, come Wydad e Raja, sono accusate di diffondere odio perché pubblicano post basati su sarcasmo e denigrazione. Questo stile alimenta la tensione tra le tifoserie, allontanandosi dalla tradizione sportiva e dai valori di rispetto.

Qual è la responsabilità dei dirigenti dei club nella diffusione dell'odio sui social?

La responsabilità dei dirigenti è significativa, poiché alcuni hanno contribuito a questo cambiamento. Hanno permesso che il "trend" e le interazioni superassero la salvaguardia dell'immagine e dei valori del club, alimentando indirettamente l'odio tramite contenuti provocatori.

Cosa si propone per contrastare l'odio sportivo diffuso tramite i social media?

Per contrastare l'odio sportivo, la lotta non deve limitarsi alle sanzioni per i tifosi. Si propone di colpire chiunque danneggi l'immagine del calcio marocchino, inclusi dirigenti che pubblicano contenuti provocatori sulle pagine ufficiali dei club.