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Oltre 120 organizzazioni per i diritti umani avvertono i partecipanti ai Mondiali 2026 sui viaggi negli Stati Uniti

Oltre 120 organizzazioni per i diritti umani avvertono i partecipanti ai Mondiali 2026 sui viaggi negli Stati Uniti

R. E (Elbotola)
24 aprile 2026alle08:00

Oltre 120 organizzazioni per i diritti umani statunitensi, tra cui l'American Civil Liberties Union (ACLU), hanno emesso un avviso di viaggio ufficiale esortando tifosi, giocatori, giornalisti e visitatori a esercitare cautela quando si recano negli Stati Uniti per la Coppa del Mondo 2026. Questo avvertimento è stato motivato da quella che le organizzazioni hanno descritto come una campagna di repressione dell'immigrazione violenta e abusiva sotto l'attuale amministrazione e una crescente tendenza all'autoritarismo, che espone i partecipanti al torneo, co-organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico, a rischi di violazione dei loro diritti fondamentali.

Nel dettaglio dell'avviso, gli organismi per i diritti umani hanno spiegato che i rischi includono il rifiuto arbitrario di ingresso, l'arresto, la detenzione, l'espulsione, oltre a un'intrusiva ispezione degli account dei social media e potenziali trattamenti duri da parte dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti. Le organizzazioni che hanno emesso l'avvertimento hanno affermato che "la crescente tendenza all'autoritarismo e la crescente violenza sotto l'amministrazione Trump rappresentano gravi rischi per tutti", sottolineando che queste misure colpiscono in particolare le minoranze, il che solleva ampie preoccupazioni per la sicurezza delle delegazioni straniere che partecipano all'evento sportivo globale.

Questi gruppi hanno esortato la Federazione Internazionale di Calcio (FIFA) a esercitare pressioni sulle autorità statunitensi per garantire la protezione dei diritti dei visitatori. La FIFA ha risposto affermando di essere "impegnata a rispettare tutti i diritti umani riconosciuti a livello internazionale e si adopererà per promuovere la protezione di tali diritti". Tuttavia, nonostante la FIFA abbia avviato procedure accelerate per le richieste di visto, la Federazione ha chiarito che questo processo non ne garantisce l'ottenimento, soprattutto con il mantenimento dell'attuale divieto di viaggio imposto ai cittadini di quattro paesi partecipanti al torneo: Iran, Haiti, Senegal e Costa d'Avorio.

Jamil Dakwar, direttore dei diritti umani presso l'American Civil Liberties Union, ha chiesto un intervento decisivo da parte dell'organo calcistico mondiale, dichiarando: "È tempo che la FIFA usi la sua influenza per chiedere cambiamenti politici concreti e garanzie ferme, affinché le persone si sentano sicure durante il viaggio e durante le partite". Questi avvertimenti giungono mentre gli Stati Uniti si preparano a ospitare 78 delle 104 partite previste nel torneo, tra le conferme ufficiali che gli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement faranno parte del sistema di sicurezza dell'evento.

Perché le organizzazioni per i diritti umani hanno emesso un avviso per i Mondiali 2026?

Le organizzazioni per i diritti umani hanno emesso un avviso per i Mondiali 2026 a causa della repressione dell'immigrazione e della crescente tendenza all'autoritarismo negli Stati Uniti. Questo espone tifosi e partecipanti a rischi di detenzione, espulsione e ispezione dei social media.

Qual è la posizione della FIFA riguardo all'avviso di viaggio per i Mondiali 2026?

La FIFA si è dichiarata impegnata a rispettare i diritti umani internazionali e a promuoverne la protezione. Tuttavia, ha chiarito che le procedure accelerate per i visti non ne garantiscono l'ottenimento, specialmente per i cittadini di alcuni paesi con divieti di viaggio.

Cosa chiedono le organizzazioni alla FIFA per i Mondiali 2026?

Le organizzazioni chiedono alla FIFA di usare la sua influenza per sollecitare cambiamenti politici concreti e garanzie ferme dalle autorità statunitensi. L'obiettivo è assicurare che tifosi e partecipanti si sentano sicuri durante il viaggio e le partite del torneo.

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