
La UEFA conferma i tempi supplementari nelle fasi decisive di Champions League
L'UEFA ha confermato la sua intenzione di mantenere i tempi supplementari per decidere le partite delle fasi a eliminazione diretta della Champions League, in concomitanza con l'adozione del nuovo formato della fase a girone unico a partire dal 2025. Secondo questa direttiva, le partite che termineranno in parità al termine dei 90 minuti regolamentari proseguiranno per altri 30 minuti di gioco extra prima di ricorrere ai calci di rigore, qualora la parità dovesse persistere.
Questa decisione arriva in un momento in cui la competizione ha visto un aumento delle probabilità di pareggio dopo l'abolizione della regola dei gol in trasferta nel 2021, rendendo i tempi supplementari un passaggio cruciale per determinare i qualificati. A tal proposito, rapporti del quotidiano spagnolo Marca dell'aprile 2025 hanno indicato che gli indici di ascolto televisivo delle partite del torneo aumentano significativamente durante questi minuti aggiuntivi, il che rafforza il valore di marketing e l'appeal per i tifosi delle grandi sfide continentali.
Nonostante alcune competizioni continentali, come la Supercoppa UEFA, abbiano optato per risolvere le parità direttamente ai calci di rigore dopo i novanta minuti, la confederazione europea ha preferito mantenere la tradizione attuale in Champions League.
Questa decisione giunge nel mezzo di continue discussioni sulla riduzione del carico fisico sui giocatori, con richieste storiche di abolire i tempi supplementari per diminuire il numero di minuti giocati dai professionisti durante la fitta stagione calcistica.