
Il Manchester City sostiene Antoine Semenyo dopo nuovi abusi razzisti
Antoine Semenyo, attaccante del Manchester City, ha rivelato di essere stato oggetto di una nuova ondata di abusi razzisti online durante la stagione in corso. Il nazionale ghanese di 26 anni ha pubblicato uno screenshot del suo account Instagram che mostrava un commento razzista, accompagnandolo con la didascalia "È ricominciato".
In relazione a ciò, un portavoce della Premier League ha espresso il disappunto dell'associazione per tali comportamenti, confermando il pieno supporto al giocatore e al suo club nell'affrontare questa condotta inaccettabile. "Siamo sconvolti dagli inaccettabili abusi razzisti online che hanno preso di mira Antoine Semenyo", ha dichiarato il portavoce. "Il razzismo non ha posto nel nostro gioco né in nessun altro luogo della società, ed è chiaro che sono necessari maggiori sforzi per affrontare questo problema. Lavoreremo a fianco dei club, degli organismi calcistici, delle forze dell'ordine e delle aziende di social media per garantire che ciò rimanga una priorità per tutti".
Il funzionario ha sottolineato che gli individui identificati e condannati per discriminazione affronteranno le sanzioni più severe possibili, inclusi periodi di detenzione, ordini di divieto di accesso agli stadi e precedenti penali. Nel frattempo, è stato riferito che il Manchester City è al fianco del suo giocatore per fornire l'assistenza necessaria in seguito al ripetersi di questi incidenti. Questo episodio rappresenta un nuovo capitolo in una serie di abusi denunciati da Semenyo in questa stagione, dopo un incidente simile avvenuto quando indossava la maglia della sua ex squadra, il Bournemouth, contro il Liverpool.
Quella partita, all'inizio della stagione, vide l'intervento dell'arbitro Anthony Taylor, che interruppe il gioco a causa della segnalazione, portando successivamente all'arresto di un tifoso di nome Mark Maugan e all'accusa di aver commesso un reato contro l'ordine pubblico a sfondo razziale. Il processo per l'imputato di 47 anni è previsto per il prossimo 22 aprile, dopo che questi aveva negato le accuse a suo carico davanti al tribunale di Liverpool lo scorso dicembre. Nel frattempo, le autorità inglesi e le parti interessate continuano i loro sforzi per combattere tali violazioni negli stadi e sulle piattaforme digitali.