
Tribunale italiano revoca gli arresti domiciliari per il tifoso dell'Inter coinvolto nell'incidente dei fuochi d'artificio
Il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato la decisione degli arresti domiciliari imposta a un tifoso dell'Inter di 19 anni, coinvolto nel lancio di petardi durante la partita della squadra contro la Cremonese lo scorso 1° febbraio. L'incidente aveva causato uno stato di stordimento al portiere Emil Audero, portando alla conversione della misura legale nei confronti del giovane nell'obbligo di presentarsi periodicamente alla polizia giudiziaria.
I dettagli dell'accaduto risalgono all'inizio di febbraio, quando il tifoso lanciò un petardo all'interno del campo di gioco. Fu posto agli arresti domiciliari il 6 dello stesso mese, su richiesta del pubblico ministero Francesco Caiani e per ordine del giudice Giulia Marozzi. L'ultima decisione del tribunale è giunta in risposta all'appello presentato dall'avvocato difensore Mirko Berlino, mentre l'Inter ha dovuto affrontare una multa di 50.000 euro e ha ricevuto un avvertimento ufficiale a seguito dell'incidente.
Durante l'interrogatorio, il giovane tifoso ha espresso il suo profondo rammarico per l'accaduto, dichiarando: "Chiedo scusa ad Audero, a entrambe le squadre e a tutti i tifosi". Ha inoltre affermato di aver lanciato un normale petardo e non una "bomba carta", come era stato inizialmente diffuso, sottolineando di non aver avuto alcuna intenzione di ferire il portiere o di causare danni a chiunque nello stadio. Il giovane ha spiegato di aver ottenuto i petardi da un amico a Napoli lo scorso dicembre, senza aver pianificato in anticipo di usarli in modo da nuocere ai presenti alla partita.